Amazing Power of Balance – Feng Shui and the Dance of Yin & Yang
Ci sono appuntamenti che non sono semplicemente eventi formativi, ma veri e propri momenti di allineamento.
La International Feng Shui Convention 2025, tenutasi a Phnom Penh il 15 e 16 novembre, è stata uno di questi.
Il titolo scelto per questa edizione — Amazing Power of Balance – Feng Shui and the Dance of Yin & Yang — non era solo un tema, ma una dichiarazione d’intenti. Yin e Yang come forze vive, dinamiche, complementari, capaci di dialogare tra loro nel tempo, nello spazio, nelle scelte progettuali e nella vita delle persone.
Partecipare a questa Convention, come International Delegate e unico consulente Feng Shui italiano presente, è stato per me un onore profondo e una responsabilità che porto con grande consapevolezza.
Un contesto internazionale di altissimo livello
Oltre 500 partecipanti provenienti da tutto il mondo hanno animato questa edizione, confermandola come uno degli appuntamenti più autorevoli a livello globale per chi si occupa di Feng Shui autentico e metafisica cinese.
La presenza istituzionale di H.E. Dr. Chay Borin, Ministro del Culto e della Religione del Regno di Cambogia, ha dato ulteriore valore all’evento, sottolineando come il Feng Shui non sia percepito come una pratica marginale, ma come sapere culturale, spirituale e applicativo, ancora oggi profondamente radicato.
Essere seduto in prima fila, in posizione d’onore, mi ha permesso di vivere ogni intervento con un livello di ascolto e presenza totale, in un clima di grande rispetto e concentrazione.

Il dialogo tra Yin e Yang, dalla tradizione alla modernità
La Convention ha preso avvio sotto la guida di Master Long Naly e di Senior Master Goh Guan Leong, che hanno aperto i lavori richiamando il cuore stesso della metafisica cinese: l’equilibrio non come staticità, ma come movimento continuo.
Tra gli interventi più significativi della prima giornata, Grand Master Tan Khoon Yong e Senior Master Goh Guan Leong hanno esplorato il rapporto tra Yin e Yang come chiave per armonizzare tradizione e modernità, mostrando come i principi del Feng Shui possano dialogare con l’architettura, il paesaggio e la memoria dei luoghi, anche in contesti complessi come quelli urbani contemporanei.
A seguire, Master Long Naly ha approfondito tecniche avanzate di integrazione tra Yin Feng Shui e Yang Feng Shui, riportando alla luce conoscenze storicamente riservate a élite e lignaggi imperiali, con un approccio rigoroso e profondamente rispettoso della tradizione.
Spazi di vita, lavoro e destino
Uno dei momenti più interessanti della Convention è stato il focus sugli spazi quotidiani — casa e lavoro — come veri campi di interazione tra Yin e Yang.
Senior Master Janene Laird e Senior Master Cristina Groza hanno accompagnato i partecipanti in una riflessione molto attuale: la casa come luogo di rifugio e ricarica, l’ufficio come spazio di azione, ambizione e realizzazione. Due polarità che, se non bilanciate, generano stress, disallineamento e perdita di direzione.
Nel pomeriggio, Master Felix Andrian ha riportato il discorso sull’architettura e sul design urbano, mostrando come il Feng Shui possa essere applicato in modo olistico e contemporaneo, senza perdere profondità né rigore.
Il tema dell’evoluzione della disciplina è stato poi affrontato da Master Jane Langof, che ha parlato di Feng Shui 2.0, sottolineando il ruolo crescente del Feng Shui nei grandi progetti internazionali, nel wellness e nel dialogo con altre discipline del benessere.

Tempo, destino e cicli energetici
La seconda giornata ha aperto uno spazio ancora più profondo sul rapporto tra Yin, Yang e tempo.
Senior Master Yap Boh Chu ha chiarito le origini e gli effetti dello Yin Feng Shui, distinguendolo con precisione dallo Yang Feng Shui e mettendo in guardia da applicazioni superficiali o scorrette.
Master Hitoshi Kawamoto ha guidato i partecipanti in un viaggio raffinato sul dialogo tra Yin e Yang negli ambienti abitativi, mentre Grand Master Dr. Stephen Skinner ha approfondito l’uso corretto delle formule Feng Shui nei diversi contesti, ricordando quanto sia fondamentale applicare ogni strumento nel luogo e nel momento giusto.
Uno dei momenti più attesi è stato l’intervento di Master Vijayal Sunassee, dedicato alle energie del 2026, Anno del Cavallo di Fuoco Yang, tema di grande rilevanza per chi lavora con Ba Zi, Date Selection e pianificazione strategica.
A chiudere la giornata, Grand Master Raymond Lo ha riportato l’attenzione alle radici più profonde della metafisica cinese, con una lectio dedicata all’I Ching e al significato dei trigrammi come linguaggio universale di lettura della realtà.
La Cambogia: quando il luogo diventa parte dell’insegnamento
Partecipare alla International Feng Shui Convention in Cambogia non è un semplice dettaglio geografico.
Questa terra possiede una qualità energetica rara, capace di rendere ogni riflessione sullo Yin e lo Yang immediatamente viva.
Phnom Penh esprime uno Yang intenso, dinamico, in continuo movimento. Ma nei templi di Angkor, tra pietre antiche e radici intrecciate, il tempo sembra sospendersi.
Qui il silenzio non è vuoto: è presenza.
La natura non distrugge questi luoghi, li abbraccia. Le radici non spezzano, ricuciono.
Un insegnamento profondo anche per il Feng Shui: l’equilibrio non nasce dal controllo, ma dalla relazione.
Camminare in questi spazi significa comprendere che il sacro non è separato dalla vita quotidiana, ma si manifesta nel respiro, nella luce, nel passo lento di chi attraversa un luogo con rispetto.

Workshop pre-convention e approfondimento personale
Prima dell’apertura ufficiale della Convention, ho partecipato anche a un workshop pre-convention dedicato al Plum Blossom Oracle (Mei Hua Yi Shu), guidato da Senior Master Goh Guan Leong.
Una giornata intensa e illuminante, in cui rigore tecnico, chiarezza didattica e trasmissione autentica della tradizione si sono fusi in modo impeccabile. Un’esperienza che ha arricchito ulteriormente il mio percorso e che considero una perfetta introduzione allo spirito dell’IFSC.
Perché continuo a esserci, ogni anno
Partecipare a eventi come la International Feng Shui Convention non è per me un’opzione, ma una scelta consapevole e necessaria.
Il confronto continuo con i Maestri, l’aggiornamento costante, il dialogo sullo stato del Feng Shui nel mondo sono parte integrante del mio lavoro.
Non si finisce mai di imparare. E soprattutto, non si smette mai di affinare lo sguardo.
Tutto ciò che vivo in questi contesti internazionali ritorna poi, in modo concreto, nelle mie consulenze, nei progetti, nei libri, nel blog e nei corsi. È così che garantisco un Feng Shui autentico, serio e radicato nella tradizione, ma capace di parlare al presente.
Il Feng Shui come linguaggio universale
La Convention 2025 ha ricordato, ancora una volta, che il Feng Shui è un linguaggio universale.
Un ponte tra culture, discipline, persone e luoghi.
Portare la voce dell’Italia in questo dialogo internazionale è un onore che continuo a vivere con gratitudine, passione e senso di responsabilità.


